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Con la forza di questo Amore e la voce di questa Chiamata noi non cesseremo l'esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere là onde partimmo e conoscere il luogo per la prima volta.

Uno sguardo d'insieme

Riconosciuta in tutto il mondo come il precursore del pret-à-porter moderno, il Gruppo Max Mara è una delle più importanti fashion house internazionali e la prima azienda di confezione italiana creata (nel 1951) con l’intento di proporre abbigliamento femminile “haute de gamme” prodotto secondo processi industriali d’eccellenza. 
Un primato che il Gruppo Max Mara ha consolidato nel tempo grazie al suo stile rigoroso e prezioso, che ha ottenuto da sempre un crescente successo su scala mondiale, dimostrato oggi dagli oltre 2.300 store.

Sofisticati negozi monomarca aperti “worldwide” non solo sulle più famose vie dello shopping di metropoli come Milano, Parigi, Londra, Mosca, New York e Tokyo. Ma anche in Sud Africa, Arabia Saudita, Bahrain, Australia, Brasile o Nuova Caledonia. 
E ancora in Cina, dove in meno di 10 anni è stata inaugurata una rete di oltre 300 punti vendita, che si estende da Pechino e Shanghai fino a Qingdao, Shenyang o l’antica Hangzhou. Nel complesso sono 105 gli stati, nei quali il Gruppo Max Mara ha scelto di operare, sia direttamente, sia grazie agli oltre 10.000 multibrand.

Seguendo quella aspirazione internazionale espressa fin dalle origini, già con la scelta del nome: Max Mara. Dal suono incisivo e facile da pronunciare in tutte le lingue.

CREATIVITY EXPERIENCE

Oltre ai cappotti e ai tailleur degli inizi, infatti, oggi nelle collezioni del Gruppo Max Mara sono presenti tutte le categorie del guardaroba, con in più tanti accessori e complementi fashion ancora. 
In una pluralità di proposte create anticipando ed elaborando i trend moda forti del momento, attraverso un punto di vista segnato da una forte riconoscibilità, perseguita con l’innovazione continua di tagli e linee. 



Seguendo una personale fashion-filosofia che ha sempre privilegiato l’impegno collettivo, rispetto alla personalità di collaboratori e consulenti. Perciò la creatività non è mai stata intesa come “pura invenzione” e per questo affidata alle capacità di un singolo, ma è stata valorizzata lungo un articolato processo produttivo, che coinvolge più figure professionali. Dal designer, all’uomo prodotto,

 

ai ricercatori di tessuti, agli addetti di sartoria e produzione, agli esperti di marketing e comunicazione.

Il risultato è una moda dai contenuti forti e speciali, ricercata e concreta al tempo stesso. Davvero prêt-à-porter: "pronta" per essere vista, provata e indossata.

In nome di quella “creatività imprenditoriale” che è uno dei principi fondanti del Gruppo Max Mara fin dalle origini e che viene applicata costantemente, anche con i collaboratori e i consulenti stilistici più famosi.

Come young talents, giovani affermati della nouvelle-garde internazionale e stilisti noti, sui cui nomi cala sempre però, per policy, il più completo riserbo. 

Negli anni, infatti, senza che mai firme e ruoli fossero evidenziati al consumatore hanno collaborato con il Gruppo Max Mara personalità del calibro di Emanuelle Khan, Karl Lagerfeld, Luciano Soprani, Dolce & Gabbana, Anne-Marie Beretta, Narciso Rodriguez, Moschino, o in tempi più recenti i duo Proenza Schouler.

Oltre a innumerevoli talenti reclutati grazie a un attento impegno di scouting, effettuato già a partire dagli Eighties nelle più prestigiose fashion school del mondo, come il Royal College of Art di Londra o presso le più importanti competizioni aperte ai giovani del settore, come il Festival de l’Art de la Mode a Hyerès o la manifestazione It’s# di Trieste.



Evolvendo così negli anni collezioni d’impatto, dall’allure essenziale e moderna. Secondo quel culto della sartorialità - da sempre capace di coniugare tradizione, passione e innovazione - che è proprio dell’heritage del Gruppo Max Mara, in un’ideale continuità con le sue radici.

IMMAGINE E  COMUNICAZIONE

Fin dalle sofisticate prime immagini di mannequin in bianco e nero degli anni Cinquanta, ai magici cartelli vetrina scattati da Sarah Moon negli anni Settanta, fino alle campagne pubblicitarie globali a firma dei contemporanei maestri del clic, il Gruppo Max Mara si è distinto per l’importante lavoro di comunicazione e immagine, elaborato grazie alla collaborazione con i più importanti fotografi di moda internazionali. Come Paolo Roversi, Fabrizio Ferri,

 

Arthur Elgort, Albert Watson, Giampaolo Barbieri, Peter Lindberg, Steven Meisel (che ha firmato 10 stagioni), Max Vadukul, Richard Avedon, Steven Klein, Craig McDean, Inez Van Lamsweerde & Vinoodh Matadin, David Sims o Mario Sorrenti (autore delle immagini più recenti), oltre a tanti altri professionisti: fashion editor, stylist, art director, make up artist, set e light designer.


Sotto l’obiettivo, le donne più belle del mondo: da super model come Linda Evangelista, Christy Turlington, Carla Bruni alle top di oggi come Freja, alle new face più hot del momento, a grandi ritorni come la carismatica Karolina Kurkova. Ma non solo.

Tra le numerose iniziative di comunicazione, vi è la pubblicazione di MM Magazine, patinato house organ arrivato alla sua 22esima edizione, che - con una tiratura di oltre 500mila copie - viene distribuito in tutti i negozi del mondo, oltre a essere inviato a una mailing list internazionale di affezionate clienti e venduto dal 1995 - solo in Italia - anche in edicola.

Di periodicità semestrale, ogni stagione fa il punto sulla moda nuova del momento, ambientata nei sofisticati shooting fotografici, indossata da attrici come Zoe Saldana, Emily Blunt, Vanessa Redgrave, Sofia Coppola o la giovanissima Emma Roberts.

Oltre a contenere interessanti articoli di fashion news, idee shopping, novità e viaggi proposti da celebs, it-girls e “cigni” à la Truman Capote della mondanità internazionale come Coco Brandolini, Gaia Repossi, Maria Carla Boscono o Marina Cicogna.


Un vero e proprio cool magazine di moda, arte, design e bellezza, al quale dal 1992 si è aggiunta MR, raffinata rivista dedicata alle proposte Marina Rinaldi per la donna taglie comode. Ultimi arrivati, il colorato e fresco Magalog di Pennyblack o la pocket shopping-guide di Max&Co. Inoltre il Gruppo Max Mara produce cataloghi e mailer specifici dedicati a tutte le varie collezioni: dagli accessori al

 

beachwear.

LA DISTRIBUZIONE
Anello fondamentale della catena di successi del Gruppo Max Mara, è il modo innovativo di concepire fin dagli inizi “il negozio”. Non un semplice spazio di vendita, è un’antenna tesa a captare le esigenze della consumatrice, una maxi pagina pubblicitaria e il primo canale di comunicazione aperto con le proprie clienti.



Già a partire dal 1964 con il primo store ad insegna Max Mara, a Reggio Emilia, il Gruppo inizia a costituire un network di boutique “di proprietà” nelle più importanti città d’Italia, secondo un serrato calendario di opening nel quale va ricordato quello nel 1967, di uno shop rivoluzionario per i tempi, in corso Vittorio Emanuele a Milano: 2M.


Inaugurato in collaborazione con Bruno Magli (che ai tempi si occupava di sviluppare gli accessori) è l’antesignano degli attuali concept fashion store, nel quale gli abiti erano accostati per la prima volta liberamente a borse e scarpe, in un ambientazione avant-garde tutta specchi e superfici riflettenti argentee progettata dall’architetto-scenografo Giulio Coltellacci.

Successivamente, nel 1969,  ci sono stati i primi passi commerciali verso l’estero: in Belgio, Francia, Inghilterra, Svizzera e Olanda.

Secondo un’espansione che ha continuato fino a tutti gli anni Ottanta, nei quali il Gruppo ha avuto un enorme sviluppo grazie a una riuscita politica di affiliazioni in franchising, avviata nel 1983 per quanto riguarda l’Italia, e più’ tardi messa in atto, parallelamente alle aperture dirette, in tutti quei mercati considerati più interessanti o dinamici.
Negli anni Novanta è stata la volta degli Stati Uniti.



Nel 1994 il prestigioso quotidiano di moda americano WWD ha titolato “Italian Appareal Giant” in occasione dell’apertura del maxi store di tre piani su Madison Avenue a New York.
Segno di una vera consacrazione per il “gigante silenzioso” della moda italiana, ormai pronto all’ennesima sfida del nuovo millennio: la conquista del Far East.

 
 
 
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