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Con la forza di questo Amore e la voce di questa Chiamata noi non cesseremo l'esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere là onde partimmo e conoscere il luogo per la prima volta.

Helen Cammock

Il 16 aprile 2018 è stata annunciata la vincitrice della settima edizione del prestigioso Max Mara Art Prize for Women in collaboration with Whitechapel Gallery di Londra e Collezione Maramotti, Helen Cammock.

La vincitrice
Cammock è nata da madre inglese e padre giamaicano nella Gran Bretagna degli anni ’70 e ricorda di essere cresciuta mettendo in discussione concetti quali l’essere di colore e l’essere donna, la ricchezza e la povertà, il potere e la vulnerabilità.

La sua pratica artistica scaturisce dalle esperienze fatte lavorando con le persone e dalla consapevolezza della società collettiva e, al contempo, rimane fedele alla sua autonomia creativa.

L'approccio di Helen Cammock è trasversale. Spazia infatti tra immagini, fotografia, scrittura, poesia, interpretazioni orali, canzoni, performance, stampe e installazioni. Si interessa di storie e storytelling e recupera, reinterpreta e rappresenta, voci perdute, inascoltate e sepolte. Cammock utilizza i propri scritti, la letteratura, la poesia, i testi filosofici e altri testi ritrovati, spesso mappandoli in situazioni sociali e politiche.

Nelle sue opere ritroviamo materiali tratti da Nina Simone, Philip Larkin, James Baldwin, Maya Angelou e Walter Benjamin. Questi testi spesso la orientano nella scelta della forma espressiva, come ad esempio la sua opera con immagini commoventi ed evocative che oscillano tra il privato e il collettivo.

 

La sua proposta vincente per il Max Mara Art Prize for Women è focalizzata sull’espressione di un lamento, riflesso questo di un aspetto fondamentale del suo lavoro: il ruolo della voce e del sentimento di lutto o di perdita, resilienza e sopravvivenza, nel politico e nello storico, nell’individuale e nel collettivo, Cammock vuole concentrarsi sulle modalità con cui viene espressa l’emozione nella cultura e nella società italiana con un focus particolare su opera, musica classica e folk, arte, poesia, scrittura e danza.

Esplorerà, durante la sua residenza, voci femminili nascoste attraverso le storie italiane con l’intento di creare, attraverso il collage, il layering e l’accostamento, un lamento collettivo che riflette i nostri tempi.

La residenza
Il soggiorno di Cammock, organizzato ad hoc da Max Mara e dalla Whitechapel Gallery, inizia a maggio 2018. È suddiviso in sei città italiane: Bologna, Firenze, Venezia, Roma, Palermo e Reggio Emilia. Un focus chiave è l’incontro con esperti, accademici, associazioni, istituzioni e comunità nelle aree di interesse per Cammock, che avrà la supervisione di un tutore in ogni città.

A partire da Bologna e Firenze studierà l’arte e l’architettura barocca, la storia della musica, la letteratura e la società per consolidare la propria conoscenza della cultura italiana. Nel frattempo Cammock prenderà delle lezioni di canto in modo da sviluppare le sue capacità canore e così da poter imparare a eseguire un lamento operistico del XVII secolo.

 

A Venezia e a Roma Helen potrà usufruire della residenza per artisti all’interno di due istituzioni prestigiose. Alla Fondazione Cini (Venezia) soggiornerà al Centro Internazionale di Studi della Civiltà Italiana in qualità di ricercatore indipendente con accesso alle biblioteche specialistiche e alle iniziative culturali. All’American Academy (Roma) godrà di un assegno di ricerca e avrà l’opportunità di collaborare con altri residenti internazionali che stanno esplorando discipline diverse, tra cui musica e storia. A Roma verrà anche accolta dall’Istituto Nazionale Centrale delle Grafica per scoprire diverse tecniche di incisione e stampa.

A Palermo Cammock esplorerà i concetti siciliani di lamento e voce femminile con visite all’Archivio Etnomusicale del Mediterraneo e all’Università di Palermo. Incontrerà inoltre donne che vivono in centro a Palermo e alcune delle, al momento, più recenti comunità di migranti in Sicilia.

Il soggiorno si concluderà a Reggio Emilia. La città dà il nome a un modello educativo radicale che passa attraverso il concetto dello stare bene.

Cammock è particolarmente interessata alle modalità con cui il progetto è stato realizzato dopo la Seconda Guerra Mondiale per ricostruire la comunità e l’educazione. Utilizzerà il modello come guida per condurre una ricerca partecipativa e avere conversazioni con coloro che, oggigiorno, vivono ai margini della società cittadina.

Helen Cammock ha affermato: “Ricevere un premio così specifico e a sostegno degli artisti è davvero incredibile. Non ho mai avuto la possibilità di vivere un’esperienza che comprendesse viaggio, ricerca, produzione e presentazione per un periodo di tempo prolungato.

 

Durante i sei mesi di residenza mi troverò in un contesto culturale a me nuovo, incontrerò esperti che lavorano in modo diverso dal mio e rifletterò su come la mia pratica possa evolvere in un dialogo con nuove storie. E’ una opportunità in termini di spazio e tempo per concentrarsi ed essere un artista - questo è forse l’aspetto più significativo di questo premio.

Sono solita lavorare (come molti altri artisti) bilanciando progetti, commissioni, insegnamento o altri lavori pagati; un periodo di tempo prolungato e ininterrotto per pensare ed elaborare è sempre stato un raro lusso - fino ad ora.”

 
 
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