Storia e Cultura
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Dal 1951 a oggi
Il percorso intrapreso da Max Mara ha visto l'evoluzione da piccola impresa, a carattere familiare, ad importante Gruppo internazionale, con showroom e flagship store in tutto il mondo; ogni decennio ha segnato passaggi importanti e una progressiva espansione della produzione, del numero di linee e dei punti vendita, nazionali ed internazionali.
Max Mara nasce nel 1951 a Reggio Emilia per volontà di Achille Maramotti con il nome "Maramotti Confezioni": in pochi anni l'azienda muta il nome nell'attuale e si trasferisce dall'iniziale sede di Piazza San Lorenzo a Via 4 Novembre, vicino alla stazione cittadina, ampliando il suo organico a 200 dipendenti.
L'entusiasmo e i riscontri sono palpabili, tanto da portare Max Mara ad organizzare le prime sfilate a Cortina d'Ampezzo e ad avere vetrine in importanti negozi italiani, come "Il Duca d'Aosta" di Venezia.
In parallelo ad un nuovo cambio di sede, lo staff si arricchisce di personalità di spicco quali Luciano Soprani, Lison Bonfis, Graziella Fontana e Emanuelle Khanh che - a titolo differente - collaborano allo sviluppo della collezione e delle nuove linee "Pop" e "My Fair".
Negli stessi anni viene aperto il primo punto vendita monomarca in Italia e viene fondata "Maxima", società responsabile per lo sviluppo e la gestione dei flagship store. Al contempo, grazie all'importante impulso di Laura Lusuardi, oggi fashion coordinator di tutte le linee e responsabile della collezione Max Mara, nascono nuove linee quali "Marella" (a cui si aggiungeranno poi le collezioni Tricot, Sport, Lineaemme ed Accessori), "iBlues" e "Sportmax".
A metà anni '70 Max Mara è una realtà nazionale di grande spessore, con oltre 400 dipendenti, una produzione di 35.000 cappotti l'anno e collaborazioni di rilievo con Anne Marie Beretta, Nanni Strada, Guy Paulin, Jacques Delahaye e Jean Charles de Castelbajac.
Il piano industriale ottiene sempre più consensi, tanto che viene fondato il nuovo marchio "Pennyblack" - nel 1977 - di cui prende gestione la figlia Maria Ludovica Maramotti, già impegnata nello sviluppo dell'azienda parallela "Manifatture Del Nord".
Le collezioni e la storia di Max Mara ottengono risalto sulla stampa europea, grazie anche ad una cura continua nel posizionamento della propria immagine stilistica: Erberto Carboni, Sarah Moon, Manfredi Bellati, Mike Yavel, Hans Faurer sono solo alcuni fra i tanti artisti che collaborano con l'azienda in questo periodo.
Gli anni '80 rappresentano un momento di ulteriore crescita e differenziazione: da una parte vengono create le nuove linee "Persona", "Max&Co.", "Blues Club", "Weekend", "Pianoforte" e "Marina Rinaldi" (a cui seguiranno poi le collezioni "Basic", "Sport", "Elegante" e "Maglieria"), dall'altra Max Mara arriva ad avere 1.500 dipendenti e ad essere identificata come vero e proprio Gruppo rappresentativo della moda Made In Italy.
È un momento di grande fermento creativo, intellettuale e artistico ed è di questi anni la produzione di uno dei simboli della Maison, il cappotto doppiopetto "101801" ideato da Anne Marie Beretta, con maniche kimono in lana misto cachemire, best seller assoluto e da allora offerto in ogni collezione inverno senza alcuna modifica.
Contestualmente, mentre il fondatore Achille Maramotti viene nominato Cavaliere del Lavoro ed entrano in azienda i figli Luigi e Ignazio, la prima collezione Max Mara sfila a Milano durante la settimana della moda: un'ulteriore testimonianza dell'ascesa verticale della Casa, per cui viene creato anche l'house organ "MM Magazine".
Gli anni '90 vedono un forte consolidamento del Gruppo, che chiama a scattare fotografi di fama come Peter Lindbergh, Arthur Elgord e Richard Avedon, ampliando il progetto stilistico con i marchi "Sportmax Code", "Occhiali Max Mara" e "'S Max Mara".
Il nuovo millennio segna i primi 50 anni di attività dell'azienda e vede la creazione del cappotto celebrativo "101951", prodotto in 1951 esemplari, nonché il lancio di alcune linee profumi e del marchio "Max Mara Hosiery".
Arrivando ai giorni nostri, oltre al continuo sviluppo delle Collezioni, nascono due grandi progetti culturali: la mostra itinerante "Coats!" (un appassionante viaggio nella storia della moda italiana attraverso il cappotto, capo icona della Maison) e l'apertura al pubblico della Collezione Maramotti, con oltre duecento opere realizzate da un centinaio di artisti di ambito internazionale dal 1950 ad oggi, fra cui Vito Acconci, Francis Bacon, Jean-Michel Basquiat, Alberto Burri, Francesco Clemente, Tony Cragg, Tano Festa, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mario Merz, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Tom Sachs, Mario Schifano, Julian Schnabel e Bill Viola.
Il Gruppo Max Mara è oggi uno dei più importanti a livello mondiale, consta di 23 linee complessive, ha oltre 2.000 boutique in 105 paesi e più di 4.500 dipendenti suddivisi in varie sedi, fra cui il nuovo Campus di Via Giulia Maramotti, progettato dagli architetti John McAslan & Partners.