Storia e Cultura
Ricerca
Da Marina Rinaldi a Giulia Maramotti
Max Mara ha sempre avuto grande rispetto per le proprie origini, cercando di valorizzare i percorsi e le esperienze che hanno portato alla fondazione dell'azienda nel 1951 da parte del Cavaliere Achille Maramotti.
L'amore per la sartoria e la dedizione per l'abito, sono un'attitudine chiave tramandata fin dalla bisnonna del fondatore, Marina Rinaldi, che nel 1850 possedeva e gestiva un importante atelier nel centro di Reggio Emilia: un'attività artigianale, che si distingueva per la cura dei particolari e delle finiture.
Una passione quasi viscerale, poi tramandata alla nipote, Giulia Fontanesi Maramotti, che dal 1925 iniziò l’attività di insegnamento in proprio del cucito e della modellistica, pubblicando una serie di volumi dedicati alla “teoria del taglio”.
In proseguimento della propria attività didattica, Giulia Fontanesi creò la "Scuola di Taglio e Confezioni Maramotti" con la finalità di formare artigiani e tecnici che fossero in grado, partendo da un dato schizzo o figurino, di realizzare modelli o capi di abbigliamento.
Achille Maramotti nacque in questo contesto, affascinato dai libri, conquistato dalle ore di lavoro e dalle notti passate nella confezione di un abito; non di meno, la formazione data dalla Scuola, gli permise di poter trovare rapidamente un personale altamente qualificato e con grandi capacità manuali, essenziale nello sviluppo della "Confezioni Maramotti", ovvero il nome seminale di Max Mara, scelto proprio in tributo all'attività della madre.

Marina Rinaldi: foto d'epoca

Giulia Maramotti: foto d'epoca

Scuola di taglio e confezione Maramotti: interno del 1943

Scuola di taglio e confezione Maramotti: strumenti e materiali