Collezione Maramotti
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Collezione Maramotti
L’amore per l’arte, l’attenzione all’evoluzione dei nuovi linguaggi espressivi, il desiderio di condivisione con appassionati d’arte, la proposta di un luogo come spazio aperto di ricerca e conoscenza: questa è la filosofia sottesa all’apertura al pubblico della Collezione Maramotti, voluta da Achille Maramotti, uomo d’impresa, fondatore di Max Mara e appassionato collezionista d’arte.
Aperta a fine 2007 negli spazi della vecchia sede aziendale a Reggio Emilia, la collezione permanente consta di oltre duecento opere – realizzate da un centinaio di artisti di ambito internazionale dal 1950 ad oggi, fra cui Vito Acconci, Francis Beacon, Jean-Michel Basquiat, Alberto Burri, Francesco Clemente, Tony Cragg, Tano Festa, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mario Merz, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Tom Sachs, Mario Schifano, Julian Schnabel e Bill Viola - ed è visitabile previa prenotazione.
In parallelo sono organizzate mostre temporanee con progetti realizzati ad hoc per la Collezione da giovani artisti italiani ed internazionali.
Per maggiori informazioni e orari di visita, si prega di visitare il link dedicato.
Highlights
DUE di Margherita Manzelli
28 febbraio - 2 maggio 2010
La Collezione Maramotti è lieta di presentare DUE, una mostra di nuovi lavori di Margherita Manzelli.
La mostra ospita due tele a olio, di uguali dimensioni, alle quali l’artista ha lavorato contemporaneamente per questo progetto espositivo.
I due dipinti sono uno chiaro e uno scuro, posizionati simmetricamente nello spazio espositivo, per conferire loro la stessa possibilità di raggiungere intensità pittorica, operando su due toni opposti.
Gert & Uwe Tobias
Dal 15 novembre 2009 al 14 febbraio 2010 presso la Pattern Room della Collezione Maramotti Gert & Uwe Tobias presentano la loro opera più recente, un’installazione costituita da ventuno opere tra xilografie di grandi
dimensioni, disegni e sculture, all’interno di un walldrawing che copre le pareti dello spazio espositivo.
Nelle loro opere si fondono elementi astratti e figurativi tratti dalla cultura popolare del loro paese d’origine, la Transilvania, ma anche da un linguaggio formale contemporaneo in cui la citazione assume un sapore fortemente ironico.

